Archivio | 12:50

CL. Sono

19 Nov

arrivato a centocinquanta.

Ho visto l’ultimo Guinness dei primati. Tempo fa (almeno fino al ’98, o ’99, chissà di quand’era) era ancora una lettura vagamente regressiva, ma appunto per chi era materialmente possibilitato a regredire, cioè per gli adulti. Hanno tolto tutta la parte letteraria, parlano solo delle vendite della Rowlings. Volevo tanto sapere se qualcuno era riuscito a battere il record del p. Roger Brien (classe 1904, se non erro), Prométhée, dialogue des vivants et des morts, 460.000 versi.

CXLIX. Volevo

19 Nov

andar per blogs, e lasciare commenti qui e là, ma oggi mi sento freddo anche in Rete. M’è in uggia, il freddo, di questi giorni. Me ne sto qui. Ci sono gli spifferi e c’è troppa polvere, ma è meglio che uscire.

CXLVIII. Stanotte

19 Nov

ha brinato. E io ho corso il rischio (per fortuna sventato) di dormire fuori! Chissà come sarei stamattina, se mi fosse andata male.

CXLVII. Scrittura e morale.

19 Nov

Sarò brevissimo, anche perché quello che ho da dire è poco, chiaro e totalmente apodittico. Si è insistito un mondo (è stata una moda del ‘900, credo) sul fatto che per essere un grande scrittore non si debba essere brave persone. E si è detto che Dostoevskij aveva i debiti, e che Tolstoj andava a donne, e che Andersen si faceva le pippe e che il Settembrini era dall’altra sponda, dimenticando bellamente che tutti questi NON sono peccati. Poi si è fatto un salto oltre, e si è detto decisamente che il grande scrittore DEVE essere uno stronzo. Di qui i surrealisti, e Bataille, e, retrospettivamente, anche il doux Racine che si prendeva a bottigliate in testa con i compagni di sbronza nelle bettole, e il favoloso La Fontaine che abbandonò la famiglia per i deux pigeons — nessuno si è salvato, tutti figli del diavolo, tutti malintenzionati. [Giordano Bruno accoppò un frate buttandolo nel Tevere? ‘Ecco, vedi che fu un mostro anche lui?’ No; in realtà fu un santo. Avrebbe dovuto accopparli tutti.]

Ne ho già parlato. In realtà, è vero che la spregiudicatezza paga, in ogni campo e quindi anche nella scrittura. E’ una grande scorciatoia, permette di arrivare velocemente laddove la rettitudine pena e si attarda. Ma sui tempi lunghi si rivela un pessimo espediente. Scava scava, bisogna metter via per la vecchiaia; e saper, per l’appunto, invecchiare, e morire. Se vuoi arrivare a fondo (non necessariamente per essere grande, ma quantomeno per essere puro, o più puro, o più puro che sia possibile), non puoi aggirarlo: l’aspetto morale ti si para sempre davanti.

[Anche l’omissione è peccato. Non è vero che chi non fa non falla].

[[Mumble mumble]].

CXLVI. Dato che prima

19 Nov

www.anfiosso.splinder.com non funzionava, ho aperto un altro blog, precisamente identico, denominato www.anfiosso.blogspot.com. Non c’è scritto niente, chiaro, ma mi serve (forse) di riserva.

CXLV. Come dicevo,

19 Nov

il pezzo sui barbù è grosso modo finito. Ci sarebbe tanto da aggiungere, ovvio; ma datosi che ci sarebbe anche tanto da togliere, perché non lasciare tutto così com’è (ma a me, in fondo, che cosa ca**o me ne fr.?).