CXXXIII. Noticina a margine su

5 Nov

CXXXIII. E’ la traduzione di La littérature potentielle (créations, re-créations, recréations), Gallimard, Parigi 1973; in it. La letteratura potenziale (creazioni, ri-creazioni, ricreazioni), edizione italiana a cura di Ruggero Campagnoli e Yves Hersant, ed. CLUEB via Marsala 24 40125 Bologna, 1985 — introvabile secondo Giampaolo Dossena che ne dà notizia (La zia era assatanata. Primi giochi di parole per poeti e folle solitarie, Theoria, coll. "Confini" n°5, Roma-Napoli 19881; p. 87); cit. anche nella bibliogr. di Stefano Bartezzaghi, Lezioni di enigmistica, ill. di Gabriella Giandelli, Grandi Tascabili Einaudi n° 868, Einaudi, Torino 20011, p. 282). Sarà, ma l’ho regolarmente trovato alla Civica. Alle pp. 258-265, "Poesie con metamorfosi per nastri di Moebius", si propone il seguente gioco: "Utilizzando il classico nastro a una sola faccia e a un solo bordo, è possibile, grazie a semplicissime manipolazioni, far subire a una poesia delle trasformazioni che ne modificano il senso in modo spettacolare e curioso". Segue una laboriosa serie di indicazioni: prendere un nastro di carta molto lungo, scrivere metà di una poesia su una faccia, l’altra metà sulla faccia opposta, poi far subire al nastro una torsione di mezzo giro ed ecco che vien fuori una terza poesia, di significato contrapposto alle due originarie. Data una I metà "Sgobbare senza posa, / Per me, è una gran cosa / Non posso stare in pace / Il lavoro mi piace" e una II "è una vera agonia / il tempo buttar via, / e soffro in abbondanza / quando sono in vacanza" si ottiene "Sgobbare senza posa, / è una vera agonia / Per me, è una gran cosa / il tempo buttar via, &c.". Segue un’altrettanto inutile esemplificazione del "Metodo delle due sezioni" e un’altra del "Metodo delle tre moebiusizzazioni", su cui non mi dilungo. L’autore di questa fesseria, Luc Étienne, ha avuto il coraggio di depositare "modelli e testi… il 6 aprile 1972, n° 35445". Poteva essere ingegnoso, pensandoci di più? Non senza aver pensato, quantomeno, ad avvertire che le due poesiole devono essere state preventivamente composte in vista della terza risultante, di significato opposto. Anacleto Bendazzi (Bazzecole andanti, cur. Stefano Bartezzaghi, Vallardi, Milano 1997) ha scritto un biglietto d’auguri natalizi fatto nello stesso modo, e forse il Tolosani-Rastrelli (Enimmistica, 2 voll. Hoepli, Milano 1938 e sgg.) ne riporta esempi — ma non mi preme verificarlo. Più che altro, giova rilevare come nel precedente più prestigioso (quantomeno), cioè lo Zadig di Voltaire, il gioco è condotto con molta più semplicità ed eleganza: si immagina una poesia encomiastica respinta dall’autore, che lacera a metà il foglio su cui l’ha scritta, e lo getta dove gli càpita; lì dove l’ha abbandonato è poi scoperto da altri, che in luogo della poesia encomiastica leggono ben due poesie denigratorie, &c. &c. &c.

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