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CXXXII. A proposito di Marzio Pieri.

4 Nov

CXXXII. Ho trovato questo, in giro: http://www.italianisticaonline.it/2005/pieri-paratasso/

Potrebb’essere interessante (come tante altre cose di cui si può dire che sono interessanti, a vario titolo), ma non credo mi sconfinferi.

CXXXI. Aggiungo un tag.

4 Nov

CXXXI.

[Il titolo è sbaliato. Poi, alla fine, ne ho aggiunti più di uno].

Contribuirà alla visibilità dei miei posts. Metto questi:

Appena, Argenide, si, avvicinò, Polissena, senza, staccare, le, dita, dalla, tastiera, si, voltò, a, metà, col, capo, e, squadrandola, di, cima, in, fondo, con, gli, occhi, socchiusi, disse

Ovviamente, tolgo le parole con meno di quattro lettere, così:

Appena, Argenide, avvicinò, Polissena, senza, staccare, dita, dalla, tastiera, voltò, metà, capo, squadrandola, cima, fondo, occhi, socchiusi, disse

[Ah, no: funziona anche con le parole di meno di quattro lettere (a, le, si, &c.). Meglio così].

CXXX. Le biblioteche.

4 Nov

CXXX. Diciamo, a me piacerebbe, piace, fare un po’ di ricerca per conto mio (e per conto di chi altri, sennò? Marzio Pieri, a proposito del card. Rospigliosi, parla se ben ricordo di "autocommittenza paranoide". Non ricordo se fossero queste le parole esatte, ma rendono perfettamente l’idea — anche se non mi è ancora riuscito di condurre [felicemente o disperatamente questo non importa] una beata coppola di cazzo).

Di fatto, è il clima delle biblioteche che mi deprime. Non riesco a starci. La loro non è immobilità. Non sono poeticamente statiche come i cimiteri. Sono ibernanti. Non c’è spazio. Non ci si può muovere. Io, per confezionare una balletta erudita, ho bisogno di molti libri, e poi non posso fidarmi di quel colabrodo che sarebbe improntitudine da parte mia denominare pomposamente "memoria". Non riesco a rimanere concentrato su una cosa sola, mi fa male alla salute. Mica sono uno studente. O uno studioso. Puah! Lungi da me.

E’ assurdo avere i testi di consultazione sparsi per ogni dove, su piani diversi — ma questo, ancora ancora, passi. Ma soprattutto, come si fa ad aspettare per venti, trenta minuti un testo che occorre solo da aprire e chiudere, per una rapida verifica? A me ne occorrono — in media, sparo una cifra — almeno dieci, perlopiù, a questo scopo; e non li posso nemmeno richiedere tutti insieme, perché si accettano fino a tre richieste e non di più. Non sono io fuori squadra, lo so fin troppo bene da tutto quello che ho letto in questi ultimi trent’anni: il fatto è che chi scrive ha a disposizione, normalmente, una biblioteca personale. Io no.

Quando avevo una casa e dei libri, ero abituato a muovermi velocemente dall’uno all’altro, e anche dall’altro all’uno, lasciandoli e riprendendoli secondo il bisogno e l’uso. Recandomi in biblioteca, è ovvio che non m’aspetti di poterne fare un uso altrettanto libero che se fosse una biblioteca personale; ma ad essere personale, troppo personale, è il mio modo di riferirmi alla curtura. Non sono adatto ai tempi e ai modi canonici. Hanno su me un effetto distruttivo, o più effetti distruttivi. E non mi aiuta avere una cazzetta e un pirlino per gomito, che succiano il culo della penna e guardano in aria, o pispigliano tra loro sghignacolando, quando loro viene l’estro di fare qualche chiacchiera. Ma questo passi, ancora ancora.

Sono le verifiche a catalogo, le richieste, la compilazione dei moduli, l’attesa, il dover stilare mentalmente faticose scalette delle priorità che mi fanno capire quanto io sia un animale sostanzialmente non acclimatabile, tra i molti altri ambienti, anche alle biblioteche. D’ora in poi, solo prestiti. E non che non mi dispiaccia; per esempio, la serie dei Cento libri per mille anni, in tal modo, mi resta preclusa; opere di consultazione preziose & importanti, come dizionarii etimologici, repertori, enciclopedie di varie scienze. Potrei dedicare una giornata al mese, previa preparazione spirituale, allo ‘studio’ in bliblioteca. Patirei di meno, certo, però non mi servirebbe a niente.

CXXIX. Sto andando giù, giù, giù,

4 Nov

ma non demordo. Qualcosa succederà. Magari scoppio, che è sempre meglio di niente.

CXXVIII. Ho sempre

4 Nov

detestato la brevità. Io sono CONTRARIO alla brevità. Tendo all’espansione, ho il complesso della mongolfiera, ho anche il certificato medico, se volete ve lo faccio vedere.

MERDA alla brevità.

CXXVII. Ma

4 Nov

pazienza.

CXXVI. Valla

4 Nov

scrive diverse cose sull’Imbriani.

Piacerebbe anche a me.

CXXV. CAZZATE a festone.

4 Nov

CXXV.

cazzate
cazzate cazzate
cazzate cazzate cazzate
CAZZATE
cazzate cazzate cazzate
cazzate cazzate
cazzate
c
a
z
z
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t
e
cazzate
cazzate cazzate
cazzate cazzate cazzate
CAZZATE
cazzate cazzate cazzate
cazzate cazzate
cazzate
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z
z
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cazzate
cazzate cazzate
cazzate cazzate cazzate
CAZZATE
cazzate cazzate cazzate
cazzate cazzate
cazzate
c
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cazzate cazzate
cazzate cazzate cazzate
CAZZATE
cazzate cazzate cazzate
cazzate cazzate
cazzate
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z
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cazzate cazzate
cazzate cazzate cazzate
CAZZATE
cazzate cazzate cazzate
cazzate cazzate
cazzate
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aaa
z
zzzz
a
ttt
e

burp

 

CXXIV. I truzzi.

4 Nov

CXXIV. La pagina di digilander sui truzzi mi soddisfa sì e no. Veramente, farei bene a cercare ancora in Rete, ma ho notato che il fenomeno riguarda gli anni 1980-1992. E’ superato? Ce ne sono ancora, di truzzi? Per esempio, quelli che nel 1992 erano giovani, oggi non dovrebbero essere vecchissimi. Che fanno? Puzzano sempre tanto, davvero? Magari qualcuno ha imparato a lavarsi, nel frattempo — ma sto cercando di far quagliare i conti in base alla mia esperienza personale, ovviamente. Comunque ho sentito dare definizioni anche molto diverse, dei truzzi.

CXXIII. Avevo anche (Oulipo)

4 Nov

CXXIII. Avevo anche preparato una paginetta giusta su una cosa trovata su Oulipo: La Littérature potentielle, ma me la sono dimenticata — in dormitorio, nemmeno a casa. Non posso dire "a casa", frasetta semplicissima, scontata. Perché non l’ho! Una volta mi sono dimenticato un documento. "Me lo sono dimenticato", ho detto a un’addetta. "Ah", ha fatto quella. "E dove l’ha dimenticato?". 

Sono cosucce che bastano a far traboccare la goccia, dal vaso.

CXXII. Devo scrivere cose brevi,

4 Nov

e la cosa non mi dà noia: di più. In più, passo tutto il poco tempo a mia disposizione ad aspettare che si apra la pagina. splinder è intollerabilmente lento, notato?