CXX. Alla mia fama sepolta.

3 Nov

CXX. Alla mia fama sepolta.

Ora che al labbro livido ti porge
Mano altrui, benché flebile, la tromba,
Trema il marmo crepato alla tua tomba,
E la carogna già quasi risorge.

Oh l’insopita rabbia ove ti scorge?
Non sai che quel garrire a chi procomba
L’arca dei fetidi segreti impiomba,
Non schiude; e sì, che il mondo non s’accorge?

Se al genio risentito prefiguri
Lingue di fiamma e dardi agli odi tuoi,
Male il pôrto strumento, ahitè, misuri.

Soverchiereranno gli astii i gridi suoi;
E tu, che troppo aneli ai dì venturi,
Scoprirai che raggiungerli non puoi.

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