LXXXII. Mi chiedo

23 Ott

se adesso come adesso sarei capace, avendo una casa (è solo un’ipotesi, non esiste nessuna possibilità concreta), di passarci del tempo, dentro. Ho passato sei mesi a rimpiangere acutamente di non poter andare da qualche parte al coperto e scrivere — la scrittura mi manca tutte le sere. Per i restanti sei mesi mi sono chiesto se le mie abitudini siano cambiate al punto da rendermi insopportabile il restare in una casa. Per quelli che hanno fatto molta vita di dormitorio non è che ci sia una specie di rieducazione (o educazione tout court), ma i primi tempi sono seguìti: magari non sanno usare la macchinetta del caffè, o hanno problemi coi rubinetti — non parlo dei minorati, quelli ovviamente hanno l’accompagnamento o stanno in strutture apposite. E’ vero che non ho fatto moltissima vita di dormitorio, ma la mia capacità di adattamento a una situazione tanto imprevista (da me) è stata stupefacente (e, questo, non solo per me). Potrebbe esserci anche questo effetto indesiderato.

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