Archivio | 15:29

XXV. E stanotte ho sognato

20 Lug

XXV. E stanotte ho sognato un sacco di gente di cui non dovevo piu’ ricordarmi, non uno mancava all’appello, gente che all’epoca rompeva le scatole, e mi faceva capire che non mi stimava affatto — e che mi faceva capire che il mio destino, quella cosa così sproporzionata alla sagoma di cartone che sono, mi sarebbe capitato lo stesso tra capo e collo, e sopra il capo e sopra il collo. Se fossero tutti qui assisterebbero con tedio a un inutile trionfo. Sono così serafico che mi prenderei a schiaffi.

Eppure non riesco a darmi torto. (Non riuscendo a dare ragione a loro. Non mi hanno nemmeno turbato, o disturbato. Mi hanno sorpreso).