Non è esattamente un nuovo bearwithus, per quanto sotto taluni aspetti si possa considerare tale, &ccome; ma era per dire che, beh, grazie ad un’anima gentile, anzi gentilissima, anzi dippiù, il qui presente scassatissimo ritiene di poter riprendere con la pienissima attività non solo e non tanto blogghica - ma anche, ovviamente, perché no? – ma generalmente scrittoria grazie all’arrivo, che si spera fulmineo, di una macchina atta all’uopo – quello di scrivere e inoltrare testi, ovverossia, e, parallelamente, di far abbandonare al suddetto sottoscritto, in parte, la carta & la penna che tanto intensa compagnia gli hanno fatto in tutto questo periodo.
Ribadisco volentieri che tutti gl’impegni presi nel post precedente (n° 773.) saranno pertanto onorati; con l’aggiunta, o l’aggravante, che nel frattempo, a causa di uno squallidissimo [in realtà immancabile e più che scontato, l'intervento era urtantissimo, ma ci tengo a fare la parte lesa - come sempre (1) ] episodio di censura, chi scrive è tornato a dedicarsi ad uno dei suoi passatempi preferiti, vale a dire il bloccaggio; sicché Silvia Bortoli, autrice di uno dei libri recensendi, insieme colla figlia, un’amica sua di Milazzo che si fa chiamare Scecco, quell’orrida archiciapp parolaja di Anna Untitla [una che in vent'anni di rete ancòra non ha deciso di farci sapere come si chiama] e la dislessica spagnola Maria Carrazoni, oltreché tutte le amicizie intermedie – tra cui anche Lara Manni, peraltro – hanno fatto la stessa fine di tutt’i miei compagni delle elementari, delle medie, delle superiori, di tutti i miei superstiti – almeno in facebook – familiari, di tutti gli amici della Biblioteca Universitaria Nazionale di Torino, di un certo numero di pervertiti, affaristi, neonazisti e poco altro, senza eccettuare naturalmente Mario Bianco e Remo Bassini (2): e cioè è finita nella lista nera – una soddisfazione della madonna. Il 25 mi sono segnato a parte gambe di John, allusioni incomprensibili, anacoluti di varia specie, e cercherò di rendere la recensione il più divertentemente umiliante – ma non è questo il punto. La cosa che più mi aveva colpito, rileggendolo a scopo recensorio, era la somiglianza, come impostazione, tematiche, tendenze (all’inventario, ad un certo tipo di understatement molto sputtanato, a certi vezzi) all’ultima fatìca di Serena Dandini (3), che ho particolarmente odiato – ciò che non è stato per il libro della Bortoli, ma mi spiegherò (in realtà sono io che non sopporto la scrittura femminile, come non sopporto, delle donne, tutta una serie di cose [o dell'esser donna?] – benché non siano tipiche di tutte le donne (solo di quelle insopportabili).
Chiaramente tutte queste sono cazzate; rispetto, dico, alla montagna di erudizione e reminiscenze che m’ha gravato sulle spalle per tutti questi mesi e che adesso potrò finalmente sistemare e conferire al mondo; e, tra l’altro, al dotto commentario, a cui tengo veramente moltissimo, alle poesiuole di Elia Spallanzani – che mai e poi mai sarà pubblicato, nemmeno in un’edizioncina amicale da tipografia, ma francamente, cari, me ne infischio.
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(1) Tralascio la rivoltante ipocrisia con cui la Bortoli ultimamente, ai miei interventi, rispondeva da una parte con acidissime notazioni generiche (mi è in ogni occasione tornata alla mente Irina Skassalkatzaja, non so perché), confinate negli ‘stati’ soliti di fb, pur insorgendo alla mia pacifica & oggettiva notazione che tra noi i rapporti erano allentati ribadendo la purezza del suo affetto per il sottoscritto. Se è quella che c’era anche cinque anni fa, posso essere d’accordo. (Naturalmente in tutto questo ha ragione lei [lo dico anche perché non so che cos'abbia propalato sul mio conto per tutto questo tempo], ma io, mi ripeto, tengo ad essere la vittima anche in questa circostanza).
(3) Lapsus impressionante, mi sono dimenticato di Francesco Pecoraro, of course, causa & concausa, anche, di parecchj mali.

(3) E il messaggio pubblico che ha provocato la censura riguardava proprio un passo del libretto della Dandini stessa, riguardante un’antica sua maestra di danza (dio che sgrisoli), a cui puzzava il fiato (descrive anche di cosa, io ho rimosso), e si chiamava Mademoiselle Ramazzini.
A parte tutte le altre vaccate che ovviamente si trovano catervatim nel libro, avrò o no il diritto di imbufalirmi?

rivoltante ipocrisia? acidissime annotazione generiche? non sai cos’ho propalato su di te? tra i miei moltissimi enormi difetti l’ipocrisia non c’è, acidissime annotazioni generiche nei tuoi confronti non ne ho mai fatte, e non ho propalato mai niente se non la stima che ho sempre avuto per la tua speciale intelligenza .
adesso aggiungerò che hai un pessimo carattere, cosa sulla quale mi auguro converrai.
ciò detto, visto che negli anni passati mail dopo mail abbiamo messo su un epistolario, se hai qualcosa di preciso da rimproverarmi, puoi anche farlo in privato, o cerchi materiali per una delle tue scintillanti invettive?
ultimo, non credere che con queste annotazioni acide tue, io ti prenda in odio, eh no, ci vuol altro, sono solo leggermente (leggermente) basita.
ma cos’hai detto in pubblico che ti hanno cancellato da fb?
ah, credo di aver capito cosa intendi per osservazioni acide. su fb hai parlato male dei versi e della prosa di una mia amica e io ho detto che non ti piace nessun poeta vivo. si tratta di questo, giusto? Beh, non era acido, era vero, non c’è un solo verso di poeta vivo che usi forme chiuse al quale tu non abbia trovato pecche, da quando ti conosco.
Hai azzannato anche me una volta, perchè ho osato dire che c’era qualcosa che non mi tornava in un tuo verso. La metrica per te è sacra e me l’ero dimenticato.
L’importante era ottenere una reazione [sai, qui non passa praticamente più nessuno; prima m'era indifferente, adesso ha cominciato a dispiacermi : ( ].
[[Piccola dissensione: non sono mai stato intelligente e sono il primo a saperlo. Posso prendere quella "speciale intelligenza" in un'altra e più calzante accezione, quella di "diversamente intelligente"]].
Ti abbraccio.
Usata per acchiappar clienti, come la donna barbuta.
(qui, ma anche negli altri blog superstiti, non passa quasi più nessuno per colpa del signor Zuckermann, il proprietario delle nostre bacheche e di tutto quello che c’è sopra)
No, nient’affatto! Usata per acchiappar TE, con un disperato senile escamotage (comunque qualche gamba di john l’ho trovata, devo dire, e anche qualche somiglianza con la Dandini, che però è peggio. Io, che non amo come dissi la scrittura femminile, mi ritrovo molto Sylvia Plath nel ’53, è pur scontato qualche isterismo).
Se non perviene prima il piccì, o netbook o quel che sarà, ma sarebbe possibile (?) solo grazie a qualche miracolo, non sarà dato rileggerci prima di mercoledì. Buon primo maggio.
buon primo maggio a te
me la ricordo una gamba di John:–)
se compaiono una volta tanto non mi turbano, mi fanno venire in mente quel giardino buddista dove ci sono 15 pietre raggruppate in due o tre mucchietti, ma è impossibile vederle tutte e quindici, qualsiasi acrobazia tu faccia ne vedi sempre una o due in meno, e pare sia intenzionale, per ricordarti che la perfezione è irraggiungibile
Buon primo maggio
Ma perché non lo chiudi ‘sto blog di merda?
O, in alternativa, scrivi qualcosa di interessante, e magari in italiano.
Ma perché non ti spari?
Anche con una mezza spingarda, un bombardino, un bazooka – in bocca, in piena faccia, nel culo – la scelta la lascio a te, come vedi non ho le tue assurde pretese.
E prima di consigliare il ricorso all’italiano vedi di imparare a usare le virgole, testa di minchia.
Forse dovrei ringraziare il sig. Basta(rdo), finalmente posso tornare ad insultare qualcuno.
[O la signora Basta(rda)].
“Signore” o “Signora” per sfottò, naturalmente, e non per cortesia. L’unica cortesia che la testa di minchia di turno meriterebbe sarebbe, a rigori, un grosso secchio pieno di merda versato lentamente nel colletto.
[Speriamo che tutto questo sia stato sufficientemente interessante e italiano, per l'ineffabile soggetto - la faccia a culo - de cujus agitur nella fattispecie].
Che fallito. Probabilmente fa il mantenuto in qualche ufficio pubblico, a tirare stipendj alla faccia dei contribuenti.
E comunque niente paura: se ne leggeranno, di cose interessanti, e prima che non si pensi (prima che non pensi l’ano slabbrato qui sopra; e con lui chi gli assomiglia, lo accompagna e chi lo fa campare).
A risentirci!!
Hai mai pensato di sposarti?Potrebbe essere emozionante!