Francesco Marotta, sul suo sito, ha voluto gentilmente postare una mia cosa vecchia, di due anni fa. Ne ha riprodotto in chiaro le prime 12 stanze, e il testo, suppongo integrale, in pdf; adesso costituisce uno dei Quaderni di Rebstein. Così ho potuto rileggere un pajo di versi, e li ho trovati incomprensibili e poco interessanti: tutto quello che scrivo mi dà l’impressione d’invecchiare e morire con una rapidità eccezionale. Voglio anche, ringraziando sentitamente Marotta, indicare che l’epigrafe dallo Stigliani è più propriamente la firma digitale della mia mail, il componimento di fatto nacque anepigrafo e nella sua crepuscolarità scontrosa non mi pare concreti alcunché di particolarmente maraviglioso. [Tra i commenti se ne segnala uno della fedele Natàlia Castaldi, che ha l'impressione che un settenario abbia sei piedi. Non ho risposto lì e non risponderò nemmeno qui: non so se ricapiterà mai, dubito, ma dovessero riproporsi questioni del genere, non ritengo doverne discutere, anche perché hanno che fare con un'errata percezione e del testo e di me su un piano generale, e non possono portare a nessuna miglior comprensione fattiva].
25 maggio 2011 alle 17:40
Naturalmente, trasportato dalla stizza, ho finito col “rispondere” – lì e non qui -, ma tant’è.
26 maggio 2011 alle 11:05
se invece mi avessi spiegato dove sbagliavo nel contare, mi avresti fatto un favore e avrei appreso qualcosa, che poi era quello che volevo. la stizza non aveva ragione di esistere. ma tant’è. è molto triste l’uso che fai delle persone, come le metti alla berlina e le offendi. per quanto mi riguarda ti ribadisco qui il mio punto e chiudo solo perché mi sbatti in home col mio nome e cognome. Non ci sarà ulteriore contraddittorio per quanto mi riguarda, quello che avevo da dirti, con estrema serenità e senza insulti te l’ho detto qui e lì.
26 maggio 2011 alle 12:31
Altri delirj. Si può sapere che cos’avrebbe dovuto indurre all’uso d’insulti, nella nostra discussione? Ha senso dire che ti ‘sbatto in home con nome e cognome’, quando comunque, anche non l’avessi fatto, ci sarebbe stato il link alla pagina di rebstein dove tu intervieni firmandoti per esteso? Ti sembra che ti abbia messa alla berlina? Non dovrei essere *io*, come sono, vagamente disgustato dalla chiave interpretativa che ti sei scelta? Ti pare che mi sia fatto un ‘uso’ di te? Hai anche tentato di tirar fuori la questione del piedistallo, mi spiace, sono uno straccione irredimibile e ci rimango, e quello che scrivo non mi mette né più in alto né più in basso di dove mi trovo. Nonostante questo, non rifuggo dalle discussioni metricologiche, trovo solo nojoso concentrarsi sulla conta delle sillabe – dato che per me, ad onta di quello che parevi inferire, NON rappresenta affatto un problema. Peraltro la rete e le biblioteche sono piene di trattati in materia, non vedo per quale motivo debba occuparmi regolarmente dell’abbiccì quando, spero bene, ormai per me è un ricordo. Insomma, se non sono stato chiaro: questi non sono, per me – parlo delle intenzioni, il risultato può sicuramente sfuggirmi di mano ed essere inferiore alle mie aspettative – virtuosismi (anche perché scrivere settenarj ed endecasillabi non è affatto la parte ‘difficile’ del comporre, quando pure ce n’è una, di parte difficile – e se proprio si vuol concepirla in questi termini) né esercizj aggressivamente dimostratìvi. Ah, ecco, ci fu anche follelfo, ricordo, che intervenne dicendo che non avevo vistosamente cercato l’applauso, non avevo capìto – secondo lui – che cosa dovrebbe fare il versificatore “abile”.
Io non sono affatto alterato, solo leggermente stufo, ho detto e ribadisco che non m’interessano queste questioni, per me sono la base, necessaria e non sufficiente, di tutto il resto. Se tutto il resto è insufficiente ad interessare per sé, sono dispostissimo ad accettare l’idea del mio fallimento; ma mettermi a contare le sillabe no, questo non lo accetto. Questo fallo da te, come puoi e sai. Io non ho affatto “contato” mentre componevo, non vedo perché dovrei farlo adesso, quando so che a) il conto torna sempre, b) non è questa la cosa che conta.
Sono sicuro di non essermi spiegato nemmeno stavolta, men che meno con te. Semplicemente, tu hai fatto una serie di notazioni fuori luogo e io sento il dovere di dirlo chiaramente: non ti ho messa alla berlina, né ‘usata’ né altre stoltaggini. Ho solo detto (riassumo) che il tuo modo di leggermi non è quello che uno scrivente si augurerebbe: tutto qui.
26 maggio 2011 alle 13:01
“garrula pica”. obtorto collo, ché fai finta di non capire, te ne cito solo uno, ma siamo matti? Alle tue cose ho dato ben altra lettura e lo sai bene, non fermandomi alla conta dei piedi. Se la memoria non ti assiste, ti ricordo la merda d’artista che tempo fa pubblicasti su NI e che credo non ci sia più, ma anche ci fosse mi scoccio letteralmente di andarla a cercare, sarebbe più utile per te che per me. Diversamente, e anche questo sai bene, mi hai più volte, direi troppe volte offesa, in passato e di recente. A questo punto se sei uomo, che non significa checca, ricchione, maschio latino o quant’altro – quelli sono cazzi tuoi -, fatti un bell’esame di coscienza. qui chiudo definitivamente, sfogati pure e continua così, per me anche fossi la reincarnazione del Sommo, sei un capitolo deludente e umanamente chiuso.
26 maggio 2011 alle 13:10
E ti pareva che la sicula poveta riusciva a digerirsi la mia ricchioneria! La verità vien sempre a galla, qualunque cosa si faccia per nasconderla. Mi spiace, Natàlia, veramente.
26 maggio 2011 alle 13:20
no, guarda, proprio il contrario, ma non spreco tempo a spiegartelo.
26 maggio 2011 alle 17:27
E io ti sono immensamente GRATO di ciò.
27 maggio 2011 alle 15:05
Finalmente l’ha piantata. Ho notato, passando di sfuggita su fb, che mi ha molto coerentemente derubricato dagli amici; ma non mi ha bloccato, né come Natàlia Castaldi né come Luce Fabbri. Ci ho pensato ovviamente io, già che c’ero, sperando (dato che qui la blacklist non è più attiva da quant’ha) che abbia la compiacenza di starsene sulle sue, d’ora in poi, anche per quanto riguarda questo blog.
Ma non mi faccio dire senza inarcar le ciglia che sono un “capitolo … umanamente chiuso”: il ‘mio’ capitolo non è mai stato aperto, nella vita di chi ha scritto queste sciocche parole. La Castaldi, dato che si parla di memoria corta, esordì da me e su altri blog in modo molto stolido, che attirava critiche e alimentava dissapori, ed è sempre stata trattata con assoluta indulgenza, almeno dal sottoscritto e qualche altra persona tollerante. Il fatto che non abbia, per lungo tempo, detto nulla di particolarmente cattivo alla Castaldi non significa affatto che non lo meritasse. Anzi. Io non sono tenuto, obbligato a trattare benignamente le persone stupide che intervengono a cazzo sulle cose che scrivo: la sintesi è questa. E Natàlia Castaldi non è seconda nemmeno a Lucia Bosio nel dare spettacolo a spese degli altrui post, facendo della propria ignoranza una specie di arma impropria, usata senza nessun discernimento e in maniera inconsulta e ossessiva. Col tempo i rapporti tra noi erano – posto abbia mai avuto importanza – migliorati, è vero, essendosi fatti più distesi: ma non avrebbe dovuto, dopo avermi contattato per ‘far pace’, rivangare vecchie questioni. Non che non abbia il diritto di sentirsi offesa – dato che certe mie uscite sono state fatte appositamente per offenderla, in caso contrario sarebbe stata una mera perdita di tempo, e a questo punto l’offeso sarei giustamente io – , ma è stolto chiamare ‘merda d’artista’ il mio pezzo su NI (cancellato insieme cogli altri a causa delle ripetute scorrettezze del porco fascista immondo Franz Krauspenhaar e dello straccione Gianni Biondillo), perché il capolavoro manzoniano era l’illustrazione del pezzo, e il collegamento rimaneva esteriore e discutibile rispetto al mio pezzo. Dunque la Castaldi non mi ha affatto letto: mi ha guardato le figure, e questo è deplorevole. A maggior ragione perché la little cow si permette pure d’offendersi perché le sue vacue notazioni sono state accolte con sufficienza, o con malgarbo. L’esame di coscienza me lo faccio, da bravo mezzo uomo, ogni cinque minuti, e senza farla lunga la conclusione, quando c’è di mezzo Natàlia Castaldi [ciò che non avviene, per me, ogni cinque minuti, ma tant'è] è sempre la stessa: Natàlia Castaldi è stupida e fastidiosa, e mi sta bene che se ne stia fuori delle palle, soprattutto essendo diventata amica di quel cameriere di merda, di cui in “Vaffanculo te e mammà”, su fb. Che poi il mio ricchionesimo sia stato un valore aggiunto, per quanto riguardava il suo distorto concetto della mia persona, è fin troppo eloquente, anche, della sua omofobia. Pure! Insomma, non è un capitolo concluso, tutt’al più un breve paragrafo, ma chi è contento, qui, sono proprio io.
27 maggio 2011 alle 15:24
sei stronzo, falso e meschino. punto.
28 maggio 2011 alle 08:12
Eh, ma sei proprio cretina, però, eh.
1 giugno 2011 alle 12:14
[Auff, che sollievo].
28 novembre 2011 alle 22:35
Anfiosso tu devi avere un buco di culo grosso così
30 novembre 2011 alle 23:38
Interessante la discussione, ma di basso rilievo a mio parere. Vi invito tutti a vedere l’opera Antikrist di Rued Langgaard, è molto edificante.