E’ parecchio che non posto sul blog; questo dipende esclusivamente da motivi tecnici. Mi mancava, fino a poco fa, un buon computer, e avevo avversione ad usare i terminali della biblioteca perché fanno schifo, come la biblioteca in genere, comprese le due ultime assunte, che ovviamente hanno la faccia da ninfomani. Ultimamente ho provato a correggere un passo di un vecchio post, su cui ero capitato per caso, e ho scoperto che non sono fanno schifo, ma, cosa ancor peggiore, non permettono più di postare nulla. Si vede che per azionare il tastino “pubblica” ci vuole un programmìno che i catorcj della biblioteca di merda non prevedono. La navigazione è poi, anche quando possibile, disturbata da una serie di problemi, dovuti a finestrine popup che chiedono se eseguire il debug, e possono comparire anche a quindici una appresso all’altra, ed a finestre di opera che si aprono automaticamente, come file scaricati automaticamente. Nulla di cui possa capire nulla, se non che i computer sono troppo obsoleti per occorrere ancòra a qualcosa. Tutte le soluzioni alternative mi sembrano troppo macchinose, e non penso proprio di riuscire a saltabeccare da una biblioteca all’altra per postare qualcosa sul blog – non ne vedo una gran necessità, francamente. Non è nemmeno la cosa peggiore che mi potesse capitare.
Anche se per qualche verso c’era anche da aspettarselo. Qualche ora fa, mentre prendevo un caffè alla macchinetta, c’era il ciccione che conversava con una vecchia squinternata che da qualche tempo frequenta la biblioteca (sostenendo di essere qui dal ’58, peraltro, ma questa è un’altra questione – non so esattamente quale, ma è un’altra). Diceva significativamente, l’obeso, di essere contrario alla mess’a disposizione di terminali agli utenti da parte della biblioteca. Dice che internet ormai è diventata un’esigenza primaria anche per quelli che di internet non si fanno un cazzo (?). La signora diceva che in questi casi ci vuole dolcezza, fare opera di persuasione, bisogna far capire alla gente qual è il suo bene. Invece il trippone no, era per la cattiveria, diceva; io sì e tu no, capiva la vecchia? E ha anche fatto una citazione: Dirgli, bisogna, io sì e tu no, perché io sono io e tu non sei un cazzo. Come diceva Sordi in quel film, coso, com’è che si chiama? Quel film, mi ajuti. Coso.
Era il Marchese del Grillo, COGLIONE!!!! Lo vedi che la cattiveria fa partire neuroni?
Poi è tornato in postazione – s’è fatto un ufficetto con tanto di frigobar, dove passa il tempo a tagliarsi le unghie dei piedi, in compagnia di youtube e di un frigobar alimentato con ogni verosimiglianza con i soldi dei contribuenti; quando non sbatte cassetti e non schiaccia bottigliette di plastica, dorme. Mesi fa, quando ancòra la majonese che aveva in circolo gli permetteva d’illudersi di connettere, si addormentava su certi volumi di storia fascista. Adesso non ce la fa più nemmeno a far quello: si addormenta direttamente davanti a youtube, con gli auricolari nelle orecchie. E RUSSA.
Prende 1900 euri al mese.
18 aprile 2011 alle 14:15
C’è anche un’altra cosa che ho notato; già da tempo, il tasto “commenta” su fb non funziona, dai terminali. Al momento sto digitando da un piccì prestatomi per la pausa pranzo da un amico; la connessione è della biblioteca. Orbene, il postaggio su wordpress riesce regolarmente, ma anche da qui è impossibile commentare su fb. Non so come sia, se ci siano – cioè – limitazioni o se sia una coincidenza. Mi chiedo se al vigilantes che s’è fatto l’ufficetto con la sciarpa Forza Juventus appesa sullo stipite, e che passa parte delle mattinate a postare materiale pedopornografico su fb, si sia presentato lo stesso problema (non che gl’impedisca di postare video porno, ovviamente).
18 aprile 2011 alle 16:43
19 aprile 2011 alle 08:10
A parte le questioni tecniche e l’altro che ho fatto, l’idea era un po’ di ripensare il blog, in ogni caso, sia rimanendo qui sopra sia trasferendomi altrove. Dopo un po’ di anni comincio ad annojarmi delle solite formule.
21 aprile 2011 alle 11:27
Ciao, bentornato, è un grande piacere rileggerti/risentirti.
fm
22 aprile 2011 alle 00:02
Che brutta cosa, la tua assenza mi aveva dato speranza che tu fossi morto.
Se non morto almeno malato grave, un cancro, un enfisema. Insomma, morente se non morto.
E invece niente, è proprio vero che a rimanere sono sempre i peggiori.
Vabbè, non bisogna essere pessimisti, magari domani ti investe un’auto e ti paralizza gambe e soprattutto manine, che così la smetti di scrivere le tue schifezze.
22 aprile 2011 alle 00:04
Materiale pedopornografico, scrivi commentandoti da solo quello che scrivi.
E tu sbirciavi il pornazzo di minori o lui, eh, vecchia checca bugiardona?
22 aprile 2011 alle 02:58
Non capisco mai, mancandomi i parametri, se quelli che passano di qui e t’insultano lo fanno sul serio, o se tra voi siete amiconi e avvezzi a tali burle… O_o
22 aprile 2011 alle 08:17
No, Marcuccio, è proprio gente che gli rode in maniera invereconda.
Dei porni m’ha riferito ******, io non ho visto nulla perché appena ho ricevuto la richiesta d’amicizia dal coso l’ho sùbito bannato. Lui personalmente, poi, non lo sbircio di certo, perché è UNO SCORFANO davvero invedibile.
22 aprile 2011 alle 08:18
@ FrancescoMarotta, ciao.
22 aprile 2011 alle 08:25
eccerto, tutti noi vorremmo essere ricchioni, brutti, pelati, viscidi, stupidi, senza tetto. noi lo si invidia assoltamente di brutto, neh.
22 aprile 2011 alle 16:07
ahr ahr ahr, senti come se la piglia il fesso che non ha capìto un cazzo.
22 aprile 2011 alle 16:08
E mi ha dato pure del viscido, ahr ahr ahr
22 aprile 2011 alle 16:08
“assoltamente di brutto”, ahr ahr ahr
22 aprile 2011 alle 16:09
“Giustizia”.
AHR AHR AHR!!!
25 aprile 2011 alle 01:47
Ciao, Anfiosso.
Perdonami se a suo tempo ti ho mandato a quel paese in modo piuttosto volgare, ma me la sono presa perchè mi avevi cancellato dei commenti niente affatto offensivi e che ritenevo interessanti. Ci credi se ti dico che mercoledì 20 aprile ho suonato il pianoforte ad un corso di scrittura creativa tenuto da Isabella Santacroce a Roma? Chi l’avrebbe mai detto dopo V.M. 18, siamo diventati amici, è una persona straordinaria!
26 aprile 2011 alle 11:45
E torni qui, col rischio di finire ri-cancellato?
Sicché sei tu il sublime maestro Breda, eh?
26 aprile 2011 alle 12:51
Beh, sì, sono io.
27 aprile 2011 alle 08:25
Hah! Buono a sapersi.
29 aprile 2011 alle 12:31
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497. Stanotte. 209
41. Assonanza. 209
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562. Vagine d’acciajo. 207
543. Pezzo oramai inservibile n° 2: “Zoccole (le)”. 207
13. Secondo arrivo. La sceneggiata. 207
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188. Ricevo e inoltro (se qualcuno vuol darle una mano…). 205
280. Di nuovo Kipling. 202
477. Precisazione. 201
79. Ma che meraviglia 2 (la vendetta). 200
653. Scheda: De Silva, “Mia suocera beve” (2010). 200
548. Gashlycrumb Tinies 8. 198
199. Per Vincenzo Appuzza. 196
557. Rispetto. 196
619. Scheda: Roche, “Zone umide” (2008). 192
110. MERDA! (e che altro, sennò?) 192
169. Un consiglio ad azur & rael. 192
26. A scrocco. 189
274. “Sotto il vulcano che tace” di Paolo T. Ragno. 189
28. Ehilà! 188
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655. Scheda: Siti, “Autopsia dell’ossessione” (2010). 186
243. “Rive” di Gabriele Frasca. 185
245. Stronzi. 185
500. Paolo Poli (1). 184
85. Letture. 184
67. MOSTRO!!! 183
31. 183
125. ? 183
620. Scheda: Reynolds, “Sporco e pulito. Storia ragionata degli apparati igienici e dei luoghi di decenza” (1943). 183
276. W Pasquino. 182
120. Il blog di Flavia Vento. 182
25. Fulvio & Cinzia, séguito. 180
33. Letture (e la Fallaci). 178
58. Prrrrrrrrr. 176
112. Idea! 175
595. Scheda: Di Jacovo, “Tutti i poveri devono morire” (2010). 174
234. Che facce. 174
209. I ballabili dell’Otello di Verdi. 174
642. Scheda: Nicolosi, “Oltre l’omosessualità. Ascolto terapeutico e trasformazione” (1993). 171
202. Abbastanza bene, grazie. 170
48. Non posso rimanere senza scrivere niente. 170
507. Ottant’anni da regina. 170
17. Un assassino. 170
97. E va bene… 170
144. No. 169
356. Porca paletta. 167
549. Scusa, aditus! 166
499. La voce. 166
586. Mantenuti. 161
147. E mo? 159
76. Ma che meraviglia. 159
95. Vittoria Aganoor Pompilj. 158
223. Pop porno. 158
114. A quella schifa di lamanu’s art. 156
491. Il caso Mercadante. 155
91. Documentarsi e scrivere. 153
7. Che scrivo? 153
490. Cose morte in rete. 152
544. Pezzo oramai inservibile n° 3: “Chiavi (le)”. 151
498. Heine visto da mme. Jaubert. 149
18. Buonasera. 148
46. Noticina. 147
2. Hmf. 147
73. La Folia di Alessandro Scarlatti. 146
277. Per chi ha ricevuto mail vuote da me. 145
146. Sono a Sabaudia. 145
88. William T. Vollmann 145
216. E azu? 144
9. Macché patti e patti! 144
123. Perché mi trovo ancora qui. 143
72. Dimenticavo. 143
563. Quattro versi di Montale. 143
153. Rincrescimento. 142
504. Paolo Poli (5). 142
535. Città tentacolare. 142
178. Qualcosa. 142
631. Recuperare il tempo perduto. 141
145. Sono a Firenze. 141
29. Ciao a tutti!!! 141
163. Luttazzi. 141
267. Che cosa mi resta di Torino. 139
409. Ma non è indesiderato. 139
599. A quattro mani (“Sposi novelli”). 136
625. Ma andate a dar via il culo! 136
1. Salve! 136
68. Scusate, ma non resisto. 136
54. Piccoli cristiani muojono. 135
630. Dammi retta. 135
493. Caccia al marinista. 134
35. 132
167. Lo Sgargabonzi. 132
100. Niente da dire. 132
641. Scheda: De Silva, “Non avevo capito niente” (2007). 131
265. Badi, signor Conte: ché Le cola la biascia su lo sparato. 131
55. Desiderio di febbre. 131
505. Paolo Poli (6). 131
362. Dante & la copula. 129
673. Questioni d’alta politica (la storica beffa di piazza Carlo Alberto). 129
11. 126
52. Et nous avons des nuits pars altera. 125
266. Dialoghi (un programma per l’immediato futuro). 125
5. Rimorso. 125
479. Metto il filtro ai commenti. 124
357. Dàjalog. 124
82. Lavori in corso. 123
121. TV. 123
46. Dicasi. 122
764. … 121
593. Diffamazione. 121
664. L’ho baciata che l’era ancor calda. 120
568. Barzelletta molto adatta a tutto l’arco alpino. 120
600. A quattro mani (meno due): “Duccio è un gran porco”. 119
212. Resistibile malinconia. 119
56. Gunther Brodolini. 118
606. Scheda: “Le potenti dinastie dell’Egitto” (2000). 118
196. Il Corvo. 118
249. Vuoto. 118
635. Scheda: Accornero, “Dove cercare le origini del taylorismo e del fordismo” (1975). 117
657. Dialogo con Massimiliano Santarossa. 115
69. Canzonetta spagnuola. 114
211. Vanitas. 114
179. Sogno. 113
229. La stazione ferroviaria di Nettuno. 112
501. Paolo Poli (2). 112
220. Articolo duecentoventi. 112
485. Fake. 112
649. Scheda: Ladame, “Margherita Maria Alacoque, apostola del S. Cuore” [1982]. 112
137. Rita da Cascia. 110
246. Una vecchia recensione di Zafòn. 108
256. 15 giugno. 106
550. Scusa, aditus! 106
446. Vers rapportez (di nuovo Ciro di Pers). 105
186. LG2 104
566. Perché la gente non pensa quello che pensa (quando pensa; se pensa)? 104
129. «Sei là? credea che te ne fossi andato… Hah-ha! Quanta poesia…» 104
284. Commenti. 104
160. L’assassino di http://www.marcomancassola.com 104
660. In sospeso. 103
221. Chi è? Chi è? 103
89. Che cos’è un romanzo. 103
279. I complimenti del pubblico. 102
502. Paolo Poli (3). 101
377. Mannaggia. 101
109. Borat. 100
482. L’incendio di via Negarville. 100
252. Scrittura rosa (?). 99
260. Evidentemente è un coglione (o è la Cassiani?). 99
159. Non la tengo più dalla grand’ansia. 99
96. Slurp. 99
278. Annuncio. 99
49. Passato, presente e futuro. 99
546. Ratings drogàti. 98
116. Abbasso il venticinque aprile. 98
154. Casino. 98
12. Primo arrivo. 98
757. 82. 97
521. Ad Andrea Filippo Cunanan. Frammento. 97
761. Mailer. 96
50. Precisazione indispensabile. 96
532. Specimen. 95
51. Altra precisazione indispensabile. 95
637. “Il cagnolino e il gatto”. 95
627. Rami secchi. 95
528. r* 94
588. Che delusione. 93
103. Il consuntivo di nabanassar (prime note — anche se non posso essere sicurissimo che ci saranno anche le seconde) 93
101. Curiosità. 93
503. Paolo Poli (4). 92
561. Letame. 92
14. Per l’esattezza. 91
412. Mauriziano. 90
78. Cose che mi piacciono. 90
261. Manifestazione – 10/06/2009, p.zza s. Carlo, Torino. 89
618. Scheda: Albee, “Chi ha paura di Virginia Woolf?” (1962). 88
83. La Morte. 88
652. Piccole novità. 88
506. Craxi. 87
152. Non è giusto! 87
242. Risentimento. 87
760. Augurio di Capo d’Anno. 87
669. Diario. 86
519. Il problema heroico. 86
478. Ode. 86
224. 86
115. L’Hoggidì secondo Tommaso Stigliani. 84
157. … sigh … sob … 84
522. PP su Sillabarj di Parise. 84
93. Correndo con le forbici in mano. 83
615. L’avevate saputo? 83
411. Senti chi parla. 83
122. Lo schifo-pensiero di lamanu’s art. 83
213. Allouìn. 83
201. E’ quello che mi chiedo anch’io. 83
63. Link 82
90. Fantascienza. 82
226. Sonetto. 82
296. Impresa XII. 82
495. Perché lo odiarono? 81
251. A zonzo. 81
636. Scheda: Lindqvist, “Lasciami entrare” (2004). 79
556. Isolamento. 78
672. “Il venait d’avoir dix-huit ans” / “Diciotto anni”. 78
592. E quattro! 78
533. Guardate che bella. 76
524. Gashlycrumb Tinies 2. 76
4. Che me ne faccio? 76
439. Colletet. Sezione XIX. 76
168. Hotmail. 74
602. Scheda: Frugoni, “Ricordi e incontri” (1974). 74
654. Per Viola Amarelli. 74
98. Ho fatto l’americano? 73
587. Scheda: R. Schneider – Plenilunio di morte (1972). 73
102. Dissonanze. 73
39. Perceforest. 73
565. Mancata risposta a una domanda non posta. 73
180. Fiera del libro. 72
254. Stati generali. 72
268. New wave. 72
539. Le pas d’armes du Roi Jean. 71
559. Risveglj. 71
190. Prosopopea. 71
384. Necrofilia romantica. 71
185. E’ morta Leyla Gencer. 71
590. Come sospettavo. 70
567. La ricerca (anche da fermo) del desiderio. 69
271. San Giovanni. 69
40. Caro diario. 68
275. Bear with us. 68
516. Davide Romanzini (il coglione). 68
257. Anche tu sonettiere (in poche mosse)!! 68
232. Descrizione. 66
42. Domenica. 66
262. Quanto sia importante tutto ciò. 65
487. Sera estiva (nella veste grafica di Francesco Marotta). 65
494. Pausa. 65
269. wifi. 64
359. Ripresa. 64
429. Colletet. Sezione IX. 64
481. Autobiografia. 64
355. Andreoli e il mostro. 63
135. Oh, poverino. 63
471. Trattato dell’epigramma. Sezione XVII. 63
406. La fame. 63
480. Due cose. 63
235. zanna di mirdiv. 62
111. E’ tanto o poco? 62
238. Passeggio. 62
645. Scheda: Pellico, “Gismonda da Mendrisio” [1832]. 62
662. Gabriel von Wayditch. 62
554. Una benefattrice: ricordo. 61
181. Blogroll. 61
513. Il riccio. 61
759. Augurj ad Irene De Sanctis. 60
574. Scheda: Zingarelli – “Prontuario della lingua selvaggia” (1979). 60
646. Scheda: Schaff, “L’alienazione come fenomeno sociale” (1977). 59
603. Scheda: Keith, “Darwin” (1955). 59
134. accento svedese. 59
614. Scheda: Wood, “Come funzionano i romanzi” (2008). 59
547. Gashlycrumb Tinies 7. 59
607. Scheda: Twain, “Lettere dalla terra” (posth., 1962). 57
208. 20 ottobre. 57
248. Boo-hoo. 56
16. … &c. 56
198. ? 56
253. Vendetta. 56
203. Recessione. 56
250. E’ tardi!!! 55
578. Scheda: Lucatelli – Come ti erudisco il pupo (1915). 55
15. 55
192. Letteratura italiana 2008. 55
628. Rigoletto (dopo breve riflessione). 55
230. “Turin” (da Benn). 55
639. Scheda: Panzieri, “La ripresa del marxismo-leninismo in Italia” (1973). 54
617. Scheda: Bufalini, “Euromissili, Polonia e la nostra discussione con il Pcus” (1982). 54
264. 9 luglio. 54
540. Per la venuta a Torino di Joseph Ratzinger il 2 maggio 2010. ottave. 54
136. Chi mi ajuta a trovarli? 54
596. Impressioni mattutine. 54
647. Tagliatele la testa! 54
8. … 53
183. ? 53
542. Pezzo oramai inservibile n° 1: “Panchine (le)”. 53
86. Precisione. 53
314. Impresa XXIX. 52
621. Scheda: AAVV, La conferenza operaja (1970). 52
162. Lui SI’ che aveva ragione! (A Tash). 52
617. Scheda: Lehner, “Legittimo sospetto. Trent’anni di toghe rosse” (2002). 52
Hello world! 52
658. Dialogo con Giovanni Di Iacovo. 51
294. Impresa X. 51
623. Capriccio XXXI. 51
263. E mo? 50
309. Impresa XXIV. 49
404. Povero Marrazzo. 49
158. Sms. 49
364. Dàjalog II. 49
488. Il racconto della signora L. 48
571. Capriccio XX. 48
553. Il ’99. 47
193. Dattiloscopia. 47
415. Prosa. 46
460. Trattato dell’epigramma. Sezione VI. 46
614. Scheda: Schuster, “Contro i propalatori di notizie false su la guerra. Lettera pastorale al popolo Ambrosiano di S.E. il Card. Ildefonso Schuster” ([1942]). 46
670. Augurj a Rossana Vecchio. 46
555. Feuilleton. 45
281. Venti. 45
53. Poeta e huomo. 45
552. Scusa, aditus! 45
130. Rameau. 45
674. Piccole cose? 44
591. Perché non posso commentare? 44
105. A me dispiace 44
84. Sposto il resto un po’ più in giù. 43
231. Memento. 42
206. Non so che cosa sia “buono” in arte. 42
133. La Callas sputa (in faccia ai suoi nemici). 42
531. Me & le istituzioni. 42
656. Scheda: Santarossa, “Hai mai fatto parte della nostra gioventù?” (2010). 41
187. New Post. 41
650. Scheda: Procházka, “Politica per tutti” (1968). 41
665. Letture. 41
227. 27 gennajo 1901. 41
131. Votre propre passé. 40
597. Scheda. Cazzullo: “Verità della parola” (1992). 40
632. A Maria Verhoeven. 39
335. Capriccio I. 38
643. Scheda: Magliozzi, “San Giovanni di Dio narrato dal Celi” (1993). 38
74. Youtube. 37
515. Varie. 36
605. Scheda: Marzano: “L’estensione del dominio della manipolazione dall’azienda alla vita privata” (2008). 36
205. Da conversazione (a g.). 34
560. Gashlycrumb Tinies 9. 33
509. PP. Breve intervista, II parte. 33
204. La vendetta del broker fantasma. 32
217. Ah… 32
405. Il Male. 32
594. A che punto siamo. 32
573. Epigrafe II. 32
155. Ecco, appunto. 31
353. Proverbio XV. 31
598. Capriccio XXII. 31
156. Ma allora è vizio! 31
361. Altro che suor Tirolesa! 31
640. Scheda: Barbery, “Estasi culinarie” (2000). 29
233. Un momento. 29
569. Epigrafe. 29
604. Scheda: King, “Le notti di Salem” (1975). 28
317. Impresa XXXII. 28
448. Dàjalog 3. 28
514. PP al Teatro della Pergola. 27
255. Di un curioso effetto ottico. 27
326. Impresa XLI. 27
291. Impresa VII. 27
417. Traitté du Sonnet. 25
584. Scheda: A.M. Ferretti – Anna e il mistero dell’Opera (1965). 25
526. Gashlycrumb Tinies 3. 24
575. Epigrafe III. 24
576. Scheda: Della Croce – Una giacobina piemontese alla Scala (1978). 23
372. Capriccio XIV. 22
534. Insalutato ospite. 22
132. Haendel e il pitone. 22
434. Colletet. Sezione XIV. 21
247. E’ tornata. 21
644. Scheda: Hauge, “Aspetti dell’economia sovietica” (1958). 20
577. Epigrafe IV. 20
259. Incubo. 19
475. Trattato dell’epigramma. Sezione XXI. 19
633. Scheda: E. Foscari, “La rejetta” (in. XX sec.). 18
423. Colletet. Sezione III.
1 maggio 2011 alle 17:53
Hey Anfiosso, ti piace la terza Sonata per pianoforte di Hindemith? Se vuoi puoi ascoltarla su youtube suonata da Glenn Gould.
3 maggio 2011 alle 08:39
Non mi piace Hindemith.
3 maggio 2011 alle 08:40
[Mi sono rialzato il voto. Questo, oggettivamente, è un gran bel post].
3 maggio 2011 alle 10:03
Top rated (tutti cinque *****).
560. Gashlycrumb Tinies 9. Cancella wp-post-1766 2010/07/03 20
561. Letame. Cancella wp-post-1776 2010/07/05 17
674. Piccole cose? Cancella wp-post-2668 2010/12/11 8
567. La ricerca (anche da fermo) del desiderio. Cancella wp-post-1836 2010/07/20 4
571. Capriccio XX. Cancella wp-post-1934 2010/07/23 4
608. Capriccio XXIV. Cancella wp-post-2130 2010/08/22 4
616. Antitesi. Cancella wp-post-2178 2010/08/28 4
623. Capriccio XXXI. Cancella wp-post-2231 2010/09/04 4
631. Recuperare il tempo perduto. Cancella wp-post-2314 2010/09/27 4
654. Per Viola Amarelli. Cancella wp-post-2516 2010/10/25 4
570. Capriccio XIX. Cancella wp-post-1930 2010/07/24 3
575. Epigrafe III. Cancella wp-post-1958 2010/07/30 3
585. Epigrafe VII. Cancella wp-post-1996 2010/08/01 3
589. Scheda: Barbery, L’eleganza del riccio (2006). Cancella wp-post-2016 2010/08/04 3
599. A quattro mani (“Sposi novelli”). Cancella wp-post-2081 2010/08/19 3
3 maggio 2011 alle 19:40
E che cosa ti piace allora, Verdi?
4 maggio 2011 alle 08:28
Sì, certo.
4 maggio 2011 alle 19:25
Ah. Beh, ognuno ha i suoi gusti.
6 maggio 2011 alle 15:29
Esatto; e c’è anche chi gusto non ne ha proprio.
9 maggio 2011 alle 14:05
Ho come l’impressione che non ti piaccia la musica del XX secolo.
9 maggio 2011 alle 15:17
Sai? Stavo avendo anch’io un’impressione identica.
9 maggio 2011 alle 17:24
Ma perchè?
10 maggio 2011 alle 08:14
Sarà per via dei rapporti tra le note.
12 maggio 2011 alle 00:11
Mi permetta di salutare il Suo ritorno. E’ primavera, con le cose di primavera e si certifica sempre più che ciò che si conosce è vano prima d’esser scarso. Ma ovviamente non importa.
Auguri d’ogni cosa che Le piaccia, foss’anco ignobile.
Mario Ardenti
12 maggio 2011 alle 08:42
Grazie per il saluto, trovo la sua filosofica affermazione molto vera, anche se a rileggerla ho sempre l’impressione di non capire.
Comunque sia, a proposito di scarsità, stanotte ho sognato che nella città – una città che non necessariamente è quella in cui vivo – c’era una grande manifestazione, o kermesse, o comunque voglia chiamarsi, una tre giorni per cui era stato organizzato uno spazio abitabile in una zona recintata. Mi era stato offerto l’ingresso in questa zona, che mi si rivelava un mondo alla rovescia rispetto a quello in cui vivo.
Lì ero ospite pagante; nel senso che l’ingresso era stato pagato, ovvio, ma lì essenzialmente non si faceva altro che vendere cose. C’erano ingressi da pagare per partecipare soprattutto, che mi ricordi, a gare sportive (sci d’acqua e corse, mi pare), ma anche a cicalate accademiche e gare di destrezza verbale, conferenze e corsi. Stand vendevano panini, oggettistica, ninnoli e daddoli. Vivevo in condivisione con un professionista che si divertiva molto, si era fatto fare una fotografia a cui potevano essere applicati adesivi spiritosi; nella distrazione, m’ero impossessato della fotografia – stavo per andarmene, era come un ricordo – per poi ritrovarmi pieno di rimorsi perché non m’ero reso conto che era merce pagata, e non un volantino trovato per strada o che. Non ero molto nell’ottica dell’ospite pagante, e mi sentivo a disagio, perché non ci ero abituato.
Poi incontravo il mio cane, inspiegabilmente, l’unica cosa perfettamente gratuita incontrata lì, il quale mi conduceva sempre più all’interno della kermesse, finché mi ritrovavo nella prima ed ultima casa in cui ho abitato, dove naturalmente tutto era da pagare, e c’erano ancòra i vecchj conti. Sulle scale incontravo un signore che nel sogno avevo conosciuto, l’amministratore, rilassato, nel frattempo, diceva, aveva fatto carriera, investimenti, s’era messo a finanziare iniziative artistiche, la vita era andata avanti. E io sedevo un po’ imbarazzato nello studio di mia madre, guardando i libri impolverati e girandomi tra le mani bollette e conti. Pensavo ai conti da pagare, e calcolavo quanto ci avrei messo, quali priorità ci fossero, quali scadenze.
Poi, com’era cominciata, la tre giorni finì, presi con me il cane e mi feci trovare ad un angolo di strada, perché avevo appuntamento con qualcuno. Un uomo barbuto dall’aria pensosa, che penso fosse il sovrintendente ai sogni, che ogni tanto si fa vedere, si fermò con la macchina davanti a me e mi caricò. Mentre mi portava fuori dal mondo alla rovescia ascoltava le mie impressioni, con un mezzo sorriso. Suppongo che alla fine mi depositasse fuori dal recinto, e mi restituisse alla vita normale.
12 maggio 2011 alle 15:38
Perdonami la domanda: che cosa intendi per “vita normale”?
Un caro saluto,
v.
14 maggio 2011 alle 09:29
Nel sogno era la vita normale. E’ come le barzellette che fanno tanto ridere nei sogni: al risveglio o non si capiscono o non fanno più ridere.
19 maggio 2011 alle 15:54
http://lamaniaperlalfabeto.splinder.com/post/24581875/presentazione-a-roma-di-orbite-vuote
20 maggio 2011 alle 14:43
Ah. C’è anche Macioci.
Ah.
26 maggio 2011 alle 03:22
Si, e anche Micioci.
26 maggio 2011 alle 08:28
Devo ridere?
26 maggio 2011 alle 08:29
Fammi sapere.
30 giugno 2011 alle 12:14
Che peccato! La supponenza è sempre una brutta bestia che avvelena sempre l’animo umano e non permette di vivere correttamente la propria vita
30 giugno 2011 alle 12:56
Non ho capito la polemica sullo stipendio. Prende 1900 euro al mese, beato lui. Queste persone vanno ammirate, non detestate, anche perché per arrivare a non fare un cazzo probabilmente hanno dovuto sudare molto (si pensi solo al concorso pubblico o agi anni iniziali che saranno stati di gavetta), quindi non capisco il punto. Tutti hanno la possibilità di avere un posto pubblico (bene pagato e poco faticoso): basta fare un concorso, vincerlo e poi riuscire a farsi assumere (non è automatico, possono bloccare le assunzioni), è tanto “semplice”. Molte delle persone che si lamentano del comportamento dei dipendenti pubblici al posto loro probabilmente si comporterebbero anche peggio. Saranno dei privilegiati questi dipendenti, ma il “privilegio” se lo sono guadagnato.
7 luglio 2011 alle 10:34
Credo che commenti come i vostri, come dire?, si valutino da soli. Il primo, povero figlio di mignotta si è servito della stessa connessione di cui mi servo io in questo momento, parla di ‘correttezza’, ed è talmente miserabile e, appunto figlio/a di mignotta, da non usare nemmeno il suo nome e cognome. Ha paura di rappresaglie o è solo uno stronzo malcagato come sembra (e, sospetto fortemente, è)? Nessuno gli ha spiegato che le comunicazioni anonime, telefonate lettere commenti, al disopra dei 12 anni sono roba da minorati? Perché non si firma (la mia è solo una domanda, intendiamoci), così vediamo come vive correttamente la SUA, di vita?
Quanto al secondo commento, stranamente firmato ‘lettore’ – dico stranamente perché l’ip è identico a quello di Romiti, che si vanta di non lèggere praticamente niente, se non i resumè che trova qui sopra – , posso renderti serenamente edotto che se nessuno ti ha risposto, né lo farà (non tutti si divertono, come me, con questo gioco), stai pur sicuro che chi passa e legge sa che cosa pensare di te e di quelli che ti somigliano. Mi spiego. Purtroppo per te e gli altri mantenuti, un uomo vale qualcosa finché vale quello che fa. Si può decidere di non valere, io l’ho fatto e non me ne pento, ma non tiro nessuno stipendio, men che meno da 1900 euri, per dormire, russando col fischio, in faccia all’utenza di una biblioteca, creando problemi e facendo l’infame e il fascista da poltrona. Interventi come il tuo e quello del/della camerata più sopra sono una cosa indegna dell’uomo. Se amassi servirmi di frasario da comizio vi rivolgerei i più classici “vergognatevi” o “fatevi schifo”, ma sapendo che è del tutto impossibile sia che vi vergogniate, sia che vi facciate schifo, mi limito a rivolgervi il più cordiale vaffanculo, sperando che voi e roba come voi scompaja al più presto dai miei orizzonti. Majali.
9 luglio 2011 alle 11:59
Un saluto a te DAVIDE RAMANZINI L’ANFIOSSO DI STO CAZZO!!!
9 luglio 2011 alle 12:08
Ma CIAO, CHIAPPONA D’ORO!!!
Come va?
9 luglio 2011 alle 12:09
barbara.noto1982@libero.it, dalla Nazionale, of course.
10 luglio 2011 alle 08:38
Io ho un nome solo e come vedi non mi nascondo dietro email false o pseudonomi per esprimere le mie idee o, peggio ancora, insultare gratuitamente. Ci tengo a precisare che ****** non ti ha mai detto niente a proposito di Tizio o Caio. Semmai ****** ti ha dato “qualche” centesimo per il caffè della mattina, ti ha portato gli antidolorifici quando avevi mal di schiena e ti ha prestato dei libri: alcuni non ancora restituiti comprese le fotocopie del Fisher (Macroeconomia). Per cui nei tuoi racconti ti pregherei di lasciarmi fuori.
11 luglio 2011 alle 11:34
Bravo coglione ****** …dovevi lasciarlo morire!!!
11 luglio 2011 alle 15:20
E’ già la seconda volta che il mio nome viene citato impropriamente in questo blog. Ho segnalato la cosa a wordpress e alla Polizia Postale. Da ora in poi ognuno si assumerà le sue responsabilità.
11 luglio 2011 alle 15:33
BarbaraIgnoto, ****** & tutti, intanto mi perdonerete se non posso spiegare, causa tirannia del tempo, tutto quello che dovrebbe essere spiegato; lo farò quanto prima, anche perché m’avvedo che ce n’è necessità non solo da parte mia. Ciò detto:
@ Ignoto, non mi sembra proprio il caso di dare così disinvoltamente del coglione a una persona che è stata gentile, e ha per giunta avuto il merito di essere gentile *con me*. Inoltre, mi ci vedi morire per un mal di schiena? Lo vedi che non capisci un’ostia, e che non meriti nemmeno i sette palmi di terra in cui finirai (il prima possibile, spero)?
@ *******, anche nel tuo caso la risposta è data in generale, non a te particolarmente, certo tu ricordando che non ci si rivolge più la parola da un pezzo (quanto dico qui non ti sarebbe detto di persona, esattamente come la presunta Barbara qui sopra). Quanto alle cortesie, per cui sono grato in proporzione, ricordo anche la cifra di ca. euri 200, pure mai restituiti; e correggo l’affermazione circa “i libri”: in effetti ci sono le fotocopie di macroeconomia, che ******* ha correttamente citato, e che conservo a parte; e il libretto di Ugo Cornia, di cui dissi a ******* stesso che s’era danneggiato e che avrei voluto ricomprargli. In entrambi i casi ricordo distintamente che mi assicurò che non c’era né problema né debito. Conservo anche il libretto di Cornia, e adesso si vedrà come glieli restituisco comme il faut, e le fotocopie e il libro. Ciò precisato – che è nulla – , qualcuno sarebbe tanto gentile da spiegarmi dove sarebbe il nesso con quello che ho scritto (e perché degradarlo [?!] a “racconto”, mio dio)? Posso solo pensare che attraverso quelli che parevano donatìvi e graziose concessioni ******* pensasse che fosse compreso, eventualmente, l’acquisto del mio silenzio. E questo, se non sbaglio, è vomitevole; e sono contentissimo di aver disatteso le sue illecite aspettative. E dirò di più: se ci ha smenato sono solo contento. Resterebbe un dubbio. Nel caso potrei chiedere a ******* : dato che altri ha avuto ad onore il contribuire al mio conforto, in condizioni peraltro indegne dell’uomo [condizioni su cui mi dilungherò quando sarà il caso, e comunque è questione di giorni], se per te non era altrettanto prezioso, perché mai farlo? Ma la risposta, la source tarie, non m’interessa più, e dunque voltiamo pagina – definitivamente.
Confermo e ribadisco, non ad uso di ******* , ovviamente, che fu lui a dirmi che un dipendente della Nazionale, suo ‘amico’ di facebook, caricava in ore d’ufficio immagini/video quantomeno osé con protagoniste minorenni. E di nuovo mi chiedo: per quale motivo avrei dovuto mentire? Perché avrei dovuto attribuire a ******* quest’affermazione? Per quale motivo ******* avrebbe dovuto farmi questa confessione, se temeva che fosse diffusa? Per quale motivo avrei dovuto tacere, dal momento che si tratta del dipendente di un ministero, che si dedica a passatempi osceni (letteralmente) in orarj d’ufficio – cosa che grida vendetta? Per quale motivo ******* non pensa, piuttosto, a chieder conto al cialtrone della sua merdosa condotta, invece che a perder tempo a risentirsi con chi ha semplicemente, e fedelmente, riferito?
Ma, appunto, de hoc satis, per il momento: la questione, che richiede di essere trattata con cura (e non solo per iscritto; certo, per la parte più risolutiva, non certo per iscritto), sarà affrontata a tempo debito.
11 luglio 2011 alle 15:43
@@ Quanto all’ultimo commento di ******, affetto da manie di protagonismo, hai veramente rotto il cazzo: cancello il tuo nome ove citato, sperando – anche per te – sia sufficiente per non rileggere mai più il tuo nome di merda su questo sito, e dovunque vada, sia virtualmente sia fisicamente. Questo è uno spazio *mio*. Ma, appunto, vediamo adesso che cosa succede (e non mi riferisco né alla polizia postale né a wordpress).
11 luglio 2011 alle 16:17
Io puppo.
12 luglio 2011 alle 09:29
‘azz, m’ero dimenticato dell’ultimo commento. Ho corretto [ma ho tralasciato imprecisioni, nell'incertezza; in particolare, a ripensarci, credo che fossero più di 200, gli €uri, ma poco monta], col che spero non solo di non vedere più, appunto, il tuo nome di merda, ma anche di non ricevere più commenti tuoi. Non che diano troppo fastidio, ma sono una distrazione inutile e sono solo una conseguenza della manipolazione che hai subìto da parte dello scorreggione che dorme e del sedicente ‘poliziotto’. Quindi, adesso che sei stato accontentato, lèvati dalle palle, & grazie.
Se c’è una cosa che intendo evitare è di ricorrere nuovamente alla blacklist, che è un’insensatezza; come anche di vedermi cancellato il blog, almeno *per ora* – non me ne frega niente, di per sé, ma ci sono i commenti di Riccardo Capirone e della presunta Barbara Noto che m’interessa avere in chiaro, e anche quelli del mona che mi ha dato della ‘checca bugiardona’, devo farlo tracciare, m’interessa sapere se è il bibliotecario pornomane in oggetto (anch’io posso rivolgermi alla polizia postale
– e non è stata esattamente un’imbeccata di quel pirla di *******; ma posso anche fare altro), o se è qualcun altro [nel qual caso penserò a mettere al posto suo il qualcun altro, obviously].
Vado a lavorarmi di fino il post; col quale intendo far girare in rete molti nomi & coglioni.
13 luglio 2011 alle 08:48
Auff, finalmente la buriana è finita: posso concentrarmi sul post (arriva, non preoccupatevi).
Poi credo che una volta o l’altra, se ne avrò il tempo, mi piacerebbe occuparmi seriamente di Giovanni Laganà. Lo conoscete?
26 luglio 2011 alle 16:50
Stavo anche pensando: non è che non se lo prendano, il cancro che gli auguri. Il fatto è che NON CREPANO, che è forse peggio che non prendersi (loro) il cancro affatto.